M.C. Escher "Encounter" 1944, litografia.

I riferimenti simbolici della litografia di Escher, "Encounter" (1944) ci riguardano come popolo (o quel che ne resta), come sinistra, come diversità che si separano e si ricongiungono in una sorta di incessante danza rituale che replica all'infinito la separazione e la ricongiunzione dei complementari come parti della stessa "unità". E in tale movimento danzante si intuisce una "crescita evolutiva"...
Più a lungo si guarda un'opera di Escher, più si colgono sottili "sorprese", non percepibili ad uno sguardo superficiale. La Vostra partecipazione attiva è indispensabile...


Avanzi di Popolo

La legge sullo stalking e le "molestie morali" PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippijhoover   
Lunedì 02 Febbraio 2009 16:21

molestiemorali

A questo link un aggiornamento(marzo 2010) della legge sullo stalking

Questa è la storia di tutte le donne che subiscono, in silenzio, la persecuzione di unmaschio prepotente. La Camera, finalmente, approva una legge sullo stalking. Prima di arrivare a stuprare, ad uccidere, l'ex marito, l'ex amante, o anche l'ex amico che si fingeva paterno e protettivo, perseguitano, tormentano con sms, telefonate ossessive, messaggi mandati tramite altri amici comuni. Ma si può stuprare ed uccidere, se non altro la realtà, la verità delle cose, anche solo psicologicamente.

 

Si possono manipolare le frasi dette in altri contesti per diffamare, si possono usare altre persone, ignare, facendo credere di essere stati insultati, o traditi, quando nulla invece è stato fatto, nulla è stato detto.Anche solo una richiesta di silenzio può portare alla persecuzione, allo stalking, anzi, forse ne è proprio una delle premesse, visto che, con il silenzio, si tenta di sottrarsi a quella che si vive come una "nefasta influenza", una perversa manipolazione. Si può aggredire sistematicamente e con metodo facendo credere di essere stati aggrediti. Si può insultarelamentandosi di essere stati insultati...

Ben venga una legge sullo stalking, anche se non è un governo amico a proporla, anche se, paradossalmente, è un governo che invece sfrutta il corpo femminile negli spettacolini, anche se è un governo che dichiara, per bocca del suo premier, che servono militari solo per le belle donne, evidentemente le altre possono essere stuprate, molestate moralmente, perseguitate, senza che a nessuno importi nulla...

Ho usato il termine "molestie morali", ed è da una psichiatra e psicoanalista francese, Marie-France Hirigoyen, che ho tratto tale definizione, e dal suo libro "Molestie morali: la violenza perversa nella famiglia e nel lavoro" (aggiungerei, non solo, visto che nel testo vengono trattate svariate tipologie di rapporti interpersonali...), edito daGrandi Tascabili Einaudi, Torino, 2000.

La molestia morale è costituita da una sottile e subdola violenza, spesso impregnata di ricatti psicologici e millantato vittimismo, quando invece il suo reale obiettivo è quello di violare l'altrui personalità ed il legittimo diritto dell'altro di fare le proprie scelte, quelle, ad esempio, di non voler più proseguire un rapporto (anche solo di amicizia, o quella che per un periodo si è presunta tale). La psichiatra francese, che alungo ha studiato le dinamiche della molestia morale nei rapporti interpersonali, sia privati che pubblici, attribuisce tale modalità a personalità con disturbi narcisistici e perversi, che attraverso la menzogna, la manipolazione, l'insistenza e l'ossessione ad essere forzatamente presenti nella vita dell'altro (tendenzialmente e statisticamente "dell'altra") tentano di esercitare il proprio potere e gratificare il proprionarcisismo, appunto. Il "narcisista perverso" può usare il ricatto psicologico mostrandosi sofferente e pretendendo attenzione, ad esempio: "Io soffro perché ho subito un lutto e tu mi devi telefonare per consolarmi, se sei un'amica...", come se fosse un obbligo per una persona essere onnipresente ad asciugare presunte lacrime, fittizie o vere che siano. E' chiaro che la tecnica, in questo caso, è quella della sollecitazione del senso di colpa, cui le donnesono, segnatamente nel nostro Paese improntato all'educazione cattolica, maggiormente inclini rispetto agli uomini.

Tale ricatto psicologico può arrivare persino alla bugia conclamata, magari riferita ad amici comuni: "Mi manca poco da vivere, era l'ultimo desiderio parlare con lei...". Anche in questo caso è sul senso di colpa che si tenta di fare leva, ma su un senso di colpa spostato nel futuro, con la minaccia, addirittura, di una morte imminente che lascerebbe la vittima, che ha tentato di liberarsi, colpevole di aver sbattuto la porta in faccia ad un prevaricatore. Scrive la Hirigoyen "Verità o bugia, ai perversi importa poco: è vero quello che dicono in un determinato istante. Queste falsificazioni della verità sono a volte molto vicine a una costruzione delirante. [...] La menzogna risponde semplicemente a un bisogno di ignorare ciò che contrasta con il proprio interesse narcisistico". E, più avanti: "Le cattiverie (verità che fanno male - come ad esempio rinfacciare ciò che si è scritto o detto quando si era ancora in buoni rapporti, ndr-) o le calunnie (menzogne - come utilizzare le parole dell'altra in un collage per costruire a posteriori complotti inesistenti, ndr-) nascono spesso dall'invidia. [...] Sono infatti le donne, attraverso il loro sesso, a essere più frequentemente prese di mira da attacchi di questo tipo".

Altra modalità in cui il perverso narcisista eccelle è quella di "aizzare le persone le une contro le altre, di provocare rivalità, gelosie. Si può arrivare allo scopo servendosi di allusioni, insinuando il dubbio, [...] o provocando con bugie la rivalità tra le persone". Ad esempio: "Ti informo che la tua amica ha avviato una nuova iniziativa e non ti ha detto niente perché evidentemente tu non sei degna di farne parte...". Siamo nell'ambito, tra l'altro, di una logica di abuso di potere: "Il discorso del perverso è totalizzante: enuncia proposizioni che sembrano universalmente vere. Il perverso "sa", ha ragione e cerca di trascinare l'altro sul suo terreno inducendolo ad accettare quello che dice lui". A questo scopo, il perverso utilizza una presunta logica e si appella ai "fatti", ma purtroppo, come scriveva il grande giornalista americano, Walter Lippmann: "I fatti che vediamo dipendono dal punto di vista in cui ci mettiamo, e dalle abitudini contratte dai nostri occhi" (citazione tratta da: Saverio Lodato "Trent'anni di mafia", Bur Saggi, 2008). Un fatto, specie se raccontato, secondo qualsivoglia prospettiva, non è mai esaustivo dell'intera realtà.

Il peggio, e mi avvio alle conclusioni, accade quando la vittima si ribella, perché "Opporre resistenza al condizionamento vuol dire esporsi all'odio. [...] E' una fase di odio allo stato puro, estremamente violenta, fatta di colpi bassi e di ingiurie, di parole che sminuiscono, umiliano, si beffano di tutto ciò che l'altro ha di più intimo. Questa armatura di sarcasmo protegge il perverso da quello che teme di più, la comunicazione. [...] Questo odio, proiettato sull'altro, è per il perverso narcisista un mezzo per proteggersi da disturbi che potrebbero essere più gravi, di tipo psicotico. [...] Il mondo del perverso narcisista è diviso in buoni e cattivi. Non è bello trovarsi dalla parte sbagliata. La separazione o la lontananza non smorzano assolutamente quest'odio." E dall'odio si arriva alla violenza: "Si tratta di una violenza fredda, verbale, fatta di denigrazione, di sottintesi ostili, di manifestazioni di condiscendenza e di ingiurie. L'effetto distruttore deriva dalla ripetizione di aggressioni apparentemente insignificanti ma continue, delle quali si sa che non avranno mai fine. Si tratta di un'aggressione a vita...". E' contro questo stillicidio che dobbiamo combattere, e contro questa estenuante forma di violenza, non meno grave né invalidante di quella fisica e che, spesso, ne è solo preludio.

Ben venga quindi una legge sullo stalking, aspettiamo di leggerne i contenuti, aspettiamo che arrivi in Senato, dove speriamo venga approvata, ed aspettiamo, finalmente, di essere "protette" dalle istituzioni, non solo da morte (e neanche sempre), ma anche da vive.

Se ce ne andiamo in silenzio, in punta di piedi, perché dobbiamo essere trattenute a forza, per i capelli, che sia con il vittimismo o con l'odio manifesto,in un rapporto che non vogliamo più?

Commenti
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VeroniKa Emo   |2009-02-02 18:03:26
Cara Pippi,
Io ho vissuto una brutta esperienza di stalking in rete.
Sono entrata in un gruppo di internauti che volevano realizzare un centro servizi per disabili, io non avevo reali competenze in merito ma la funzione di moderatrice nei forum la potevo anche svolgere e quindi mi sono fatta coinvolgere.
Poi come capita spesso nella rete la cosa è fallita ed il curatore che aveva la mia mail ed il mio cellulare è entrato in paranoia, vedeva nemici ovunque, chiamava anche la notte tardi per assicurarsi che non fossi io quel dato utente che scriveva sul suo forum o commentava sul suo blog. Mi chiese pure di chiamare per suo conto le altre persone del gruppo e di indagare su cosa facevano. Quando ho deciso di curare con altre ragazze del gruppo un fan site di una serie tv che a noi piaceva molto (quindi una cosa che non aveva nulla a che vedere con lui) ha cominciato a scrivermi cose terribili, il cell non smetteva di suonare, gli sms non smettevano più di arrivare, alla fine ho cancellato me stessa per scappare da lui, il mio alias, il mio blog, il mio cellulare, adesso continuo a frequentare la rete con alias multipli e pochissime persone sanno chi sono e nessuno vede mie foto o sente la mia voce.
Forse avrei dovuto ingoiare il cuore e combattere ma non me la sentivo in quel momento e per ora mi sento più protetta come anonima della rete.
Arrivi quasi alla paranoia, senti che ti portano via la vita, l'identità e spesso succede in modo subdolo, la sua sembrava sempre una richiesta di aiuto ed invece la persona in pericolo ero io.
Bisogna fare tanta attenzione nella rete
Un bacio.
VeroniKa (per questa volta niente faccine).
SostienePereira   |2009-02-02 18:13:33
Il narcisismo è una prigione in cui il condannato spesso cerca di rinchiudere anche chi lo circonda. E' ormai noto che esiste una forma di narcisismo digitale che conduce a vere e proprie patologie tra cui l'esaltazione da presenza. I blogger sono tra i più colpiti da questa sindrome, e spesso danno vita a infinite meta-discussioni che trasformano l'oggetto (blog) in soggetto e il soggetto (blogger) in oggetto. Tutto si gioca su un'effimera gara agli accessi, su un contatore, che genera stati di esaltazione o depressione nella vittima. Nasce la necessità di un confronto continuo finalizzato ad appagare questo bisogno di conferme. Il tutto si trasforma in una sorta di presenzialismo digitale, di esserci ad ogni costo, il bisogno di sentirsi al centro di attenzioni che spesso non esistono. Accade poi nelle patologie che si possa assistere ad una escalation della malattia, così il narcisismo virtuale può sconfinare nel bullismo digitale, altro fenomeno ormai noto, o comunque nella molestia morale portata con mezzi tecnologicamente avanzati. Quindi la legge, per avere piena efficacia, dovrà necessariamente tenere conto di questi aspetti e non limitarsi al classico maniaco telefonico.
Agente del Caos   |2009-02-02 18:20:11
VeroniKa grazie del tuo contributo, sono certo che con il tempo troverai una situazione più protetta e serena dove poter venire fuori e riconciliare la rete virtuale con il mondo reale, fino a quel momento ti prego di credere che hai qualche buon alleato qui dentro
Pippijhoover   |2009-02-02 20:15:24
Cara Veronika,
la rete è solo lo specchio del reale, in tutte le sue possibili sfaccettature. Io, nonostante tutto, il mio nick lo voglio mantenere e spero, vivamente spero, che tutte noi (anche se so bene che non solo di donne si tratta) riusciremo a difenderci e che, come dice Sostiene, la legge tenga conto di tutto il "nuovo mondo" che riguarda Internet.
Zianna   |2009-02-02 20:24:21
Cara Pippij, non riesco a commentare il tuo post.
Sento dentro di me un grande freddo, un senso di impotenza e una gran voglia di dormire,sperando di non sognare, perchè i sogni sarebbero incubi.
Aspettiamo che contro lo stalking si faccia una legge, con contenuti efficaci.
Fridolin   |2009-02-02 20:34:49
E' necessario essere molto cauti nel frequentare internet, specialmente usando strumenti come MSN
Facebook e simili.
Io consiglirei di usare nomi di fantasia, indirizzi e-mail forniti da yahoo, msn, gmail fornendo il minor
numero di dati atti all'identificazione.
Pippijhoover   |2009-02-02 20:57:21
Fridolin,
io non credo, però, che la soluzione dovrebbe essere nel nascondersi (anche se poi nella realtà è questo che, di solito, è preferibile che facciamo...), la soluzione dovrebbe essere, appunto, in una normativa adeguata e, di conseguenza, nell'avere la forza di non subire e di denunciare. Le cose sono concatenate, ovviamente... Se tu denunci, come nel caso della ragazza di Sanremo (e purtroppo come in moltissimi altri casi, che poi finiscono in cronaca quando è troppo tardi), e nulla accade perchè la magistratura non ha gli strumenti legislativi per aiutarti, o, peggio, la cosa viene presa "sotto gamba", come irrilevante, è facile che vada a finire proprio come a Sanremo, purtroppo, oppure che vivi "da vittima" tutta la vita...
Roberta   |2009-02-02 23:17:44
La legge in Italia??? Tutte le leggi vengono disattese ed aggirate quando fa comodo a qualcuno "che conta", per cui non servono a niente.
Pertanto bisogna trovare la forza di combattere contro lo stalker in noi stessi e con l'aiuto degli amici VERI.
In internet ho trovato amici sinceri e gente onesta, ma ho trovato anche delle vere carogne: una volta inquadrate nella giusta luce, sono finite nel dimenticatoio e completamente ignorate.
Ciao a tutti
Pippijhoover   |2009-02-02 23:31:10
Ciao Roberta,
è vero anche quello che dici tu, ma io continuo a sperare che se, per necessità, si dovesse telefonare alla polizia non ti dicano che non possono fare nulla o, peggio, ti guardino con un'espressione a mezzo tra la pietà e la condiscendenza.

"ho trovato anche delle vere carogne: una volta inquadrate nella giusta luce, sono finite nel dimenticatoio e completamente ignorate."

Bisogna vedere se loro, poi, decidono di non ignorare te, è questo il problema "stalking"...
SostienePereira   |2009-02-02 23:33:21
Esistono diversi profili di stalker, qui, mi pare l'attenzione si concentri sopratutto sul "respinto", un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. In genere costui mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l?abbandono, oscillando tra i due desideri e manifestando comportamenti duraturi nel tempo. La persecuzione per costui rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile.
Roberta   |2009-02-03 00:09:57
Qui in Australia esiste, a protezione dai persecutori, il divieto di avvicinarsi a tot kms dalla casa, dal lavoro e dalla persona perseguitata.
Questo, pero`, non impedisce a gente mentalmente disturbata, oppure arrogante e prepotente, di avvicinarsi ugualmente e di rendersi pericolosa.
Se ne fregano di passare qualche giorno in prigione o di altro.
Per quanto riguarda le telefonate persecutorie (specie notturne) bisogna solo cambiare numero e secretarlo.
Ho avuto un'esperienza del genere in Italia, ma non ho trovato alcuna comprensione tra le forze dell'ordine ..... certo ero una donna giovane, sola e libera, quindi, automaticamente, per molta gente, compresa la polizia, ero io che mi cercavo i guai!!!
Adesso non credo che sia molto diversa la mentalita` in un paese che vota e si fa governare da criminali maschilisti e la maggior parte delle "femmine", in politica sono quelle che contano solo orizzontalmente.
Non credo che, allo stato attuale, una legge potrebbe cambiare la mentalita`.
SostienePereira   |2009-02-03 08:31:56
Roberta, direi che vi sono prove sufficienti per affermare che in Italia una legge sortisce quasi sempre ad effetti diametralmente opposti a quelli che erano i propositi in essa contenuti. Hai ragione è un problema di cultura e qui quella dell'arroganza e della presunzione la fanno da padrone.
Pippijhoover   |2009-02-03 11:32:43
Roberta & Sostiene:
per prima cosa credo che sia rilevante il testo della legge e come affronta questo grosso problema irrisolto. Un altro piano è quello della mentalità. Fare una legge seria in materia di stalking (l'unico problema è che la sta facendo questo governo maschilista con una ex "velina" per ministro...) è il primo passo, fondamentale, per cambiare la mentalità... Ma comunque, io dissento. Mi è capitato in passato di aver bisogno di aiuto ed ho trovato disponibilità e comprensione, dipende da molte variabili in gioco e dipende da chi si incontra. Dipende dalla gente che ti si para di fronte e c'è in giro molta più gente seria e perbene di quanta si possa immaginare valutando unicamente il voto alle politiche degli elettori.
Le "femmine in politica che contano solo orizzontalmente" sono "la maggior parte", forse (mi piacerebbe fare un lavoro completo in merito, ma immagino sia lungo e complicato) solo nel Pdl. E neanche tutte. Pensare ad alcune donne in politica, come la Bindi, come la Palermi, come la Turco (anche se non la apprezzo), come la Francescato, come la Mura o, paradosso dei paradossi, come la Binetti, che tutto puoi dirle (di male) ma non che ha fatto carriera orizzontalmente... Mi sembra un po' un'enormità.

Se non si parte da qualcosa non avremo mai nulla. Il "pessimismo per default" trovo che sia controproducente. Una buona legge (questo è il problema) credo che sia il primo passo per difendersi.
Roberta   |2009-02-03 11:43:25
cara Pippij, forse hai ragione, dal momento che io ho lasciato da 25 anni l'Italia e non posso sapere come veramente si sia sviluppata la mentalita`. Purtroppo posso solo ragionare seguendo la politica attraverso internet.
Poi devo dire che immaginare la binetti in posizione orizzontale mi ha fatto sbellicare dalle risate.
Probabilmente mi sono fatta influenzare dalla maggiore visibilita` delle veline del pdl.
Effettivamente mi hai portato degli esempi che mi fanno ricredere in parte di cio` che ho detto e, pertanto vi auguro che la legge prospettata sia positiva ed efficace. Ciao!
SostienePereira   |2009-02-03 11:54:21
Ovviamente una vacanza legislativa non può che favorire alcuni comportamenti, tuttavia rimango convinto che il problema in Italia rimanga sempre lo stesso: l'impunità e l'esempio.
Cara Roberta io non condivido, nel caso specifico, l'ottimismo di Pippij e credo che oggi, sotto il profilo morale, l'Italia, se possibile, è peggiore di quella di qualche decennio fa. Un pessimismo che ho espresso sul mio blog nel post di oggi.
fridolin   |2009-02-03 23:24:43
Assai peggio di qualche anno fa, molto peggio.
mara   |2009-10-20 11:39:04
leggendo finalmenta ho trovato a parola giusta per descrivere il mio ex marito un narcisista perverso!!!ho subito e sto tutto oggi subendo il suo comportamento,sono tre anni che ci siamo saparati e continua con telefonate insulti e cattiverie di ogni tipo.Premetto abbiamo una figlia in comune lunica cosa meravigliosa che e riuscito a darmi!La legge...per queste tipo di violenze non esiste affatto,ed e vergognoso che molta gente non solo io,debba subere tutto questo.Non e giusto che io non riesca a farmi una vita per colpa di una persona malata come lo e lui!!
Pippijhoover   |2009-10-20 14:08:16
Mara, hai provato ad andare in un centro antiviolenze? Ne esistono in moltri centri. Oppure provare a chiamare il telefono rosa e farti suggerire delle associazioni femminili... La legge sullo stalking ora esiste, credo tu possa anche contattare un avvocato (magari donna) per diffidarlo e farlo condannare per "molestie morali".
Non subire... Semmai leggi anche il libro della Hirigoyen, è molto chiaro ed interessante... Buona fortuna.
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