M.C. Escher "Encounter" 1944, litografia.

I riferimenti simbolici della litografia di Escher, "Encounter" (1944) ci riguardano come popolo (o quel che ne resta), come sinistra, come diversità che si separano e si ricongiungono in una sorta di incessante danza rituale che replica all'infinito la separazione e la ricongiunzione dei complementari come parti della stessa "unità". E in tale movimento danzante si intuisce una "crescita evolutiva"...
Più a lungo si guarda un'opera di Escher, più si colgono sottili "sorprese", non percepibili ad uno sguardo superficiale. La Vostra partecipazione attiva è indispensabile...


Avanzi di Popolo

Tic Toc... Tic Toc... Ecco il manifesto programmatico del Gruppo Primo Marzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Agente del Caos   
Martedì 19 Gennaio 2010 16:02

Manifesto dello sciopero del primo marzo

Tic Toc... Tic Toc... La società ad orologeria di PDL e Lega continua a far sentire il suo ticchettio.

Domenica 17 gennaio, in coincidenza con la Giornata Internazionale del Migrante, il gruppo "primo marzo" ha presentato a Milano la manifestazione "Una giornata senza di noi".

In occasione della conferenza stampa è stato reso pubblico il manifesto programmatico del gruppo e della giornata. Qui di seguito riportiamo integralmente il manifesto del gruppo primo marzo, con i migliori auguri per un iniziativa che riteniamo importante per l'Italia e che continueremo a seguire.

Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi è un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico.
Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano.
Siamo consapevoli dell'importanza dell'immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all'approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l'utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.
Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite.
Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti o un bacino inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano, a nostro avviso, impostazioni immorali, irrazionali e controproducenti. La parte preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavorano duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra. Sono parte integrante dell'Italia di oggi.
La contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi
cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.

Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell'agire delle persone.
Il nostro primo obiettivo è organizzare per il 1° marzo 2010 una grande manifestazione non violenta dal respiro europeo, non solo con la Francia che con la Journée sans immigrés, 24h sans nous ci ha ispirato, ma anche con la Spagna, la Grecia e gli altri Paesi che si stanno viavia attivando. Vogliamo stimolare insieme a loro una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via.
Il 1° marzo faremo sentire la nostra voce in modi diversi, che saranno definiti, di concerto con i comitati territoriali, in base alla concreta praticabilità e all’efficacia.Non ci precludiamo nessuno strumento, ma agiremo sempre nel rispetto della legalità e della non violenza

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Pippijhoover   |2010-01-28 14:57:51
Trovo gravissimo quanto ho letto oggi sul Messaggero online, ovvero che, proprio oggi ed a seguito dei gravissimi fatti di Rosarno (compreso l'allontanamento di lavoratori stranieri, perlopiù in regola con i permessi di soggiorno), il presidente abbia dichiarato quanto segue:
«I risultati sui nostri contrasti all'immigrazione clandestina sono molto positivi», ha detto il premier Silvio Berlusconi, e questo è importante perché una «riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali».
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89188&sez=HOME_INITALIA&ssez=PRIMOPIANO
Questa è solo l'ennesima "marchetta" al potere della Lega per tenere in piedi questo governo... Vergogna! Vergogna! Vergogna! Le "schiere dei criminali" sono ingrossate da tutti coloro che partecipano, coprono, agevolano e proteggono le mafie. Un'affermazione del genere denota, unicamente, il totale disinteresse per i più deboli e sfruttati, nonchè il solito, tipico, categorizzare razzista.
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