M.C. Escher "Encounter" 1944, litografia.

I riferimenti simbolici della litografia di Escher, "Encounter" (1944) ci riguardano come popolo (o quel che ne resta), come sinistra, come diversità che si separano e si ricongiungono in una sorta di incessante danza rituale che replica all'infinito la separazione e la ricongiunzione dei complementari come parti della stessa "unità". E in tale movimento danzante si intuisce una "crescita evolutiva"...
Più a lungo si guarda un'opera di Escher, più si colgono sottili "sorprese", non percepibili ad uno sguardo superficiale. La Vostra partecipazione attiva è indispensabile...


Avanzi di Popolo

Processo "corto" = Processo "morto" PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippijhoover   
Venerdì 22 Gennaio 2010 14:42
carmageddonE in Senato è passata senza colpo ferire l'assurda ed iniqua legge sul "processo breve", con tanto di norma transitoria (chiaramente illustrata ieri sera da Travaglio ad Annozero) che permette, al di fuori di ogni prassi, norma e regola, di accorciare i termini di prescrizione anche per i dibattimenti già in corso. Sembra abbastanza chiaro che questa sia un'ulteriore forma di tutela solo verso gli imputati (gli unici che devono essere garantiti, evidentemente, secondo una classe dirigente che annovera pletore di inquisiti, indagati, pregiudicati e via delinquendo) e in particolare nei confronti di "Sua Impunità". Alle vittime, di reati, anche gravi, e di ingiustizie, evidentemente non pensa nessuno.

E io mi domando, chiedo scusa per la parentesi personale, ma credo sia calzante, cosa ne sarà del processo, non ancora iniziato, a colui che lo scorso 23 luglio ha travolto ed ucciso mio suocero mentre attraversava sulle strisce pedonali. Cosa ne sarà di un signore che alle sette di mattina correva in moto come un forsennato in prossimità delle strisce pedonali, in deroga a tutte le norme del Codice della Strada, tanto da aver fracassato numerose costole ed il femore, e tanto da aver provocato numerosi traumi interni ed un violentissimo trauma cranico ad un innocente la cui unica "colpa" è stata quella di attraversare la strada, sulle strisce, dove avrebbe avuto la precedenza?

Quell'uomo, a mio suocero, ha tolto tutto quello che aveva:  la vita. In un sol colpo e perché, senza un minimo di coscienza e responsabilità, premeva a manetta la leva dell'acceleratore, come a dire, "il grilletto del suo fucile". Ed ora? Già prima, per gli "omicidi stradali", era persino difficile finire in carcere. Dopo poco tempo, inoltre, forse già ora, per quanto ci attiene, noi non lo sappiamo, costui può tranquillamente scorrazzare di nuovo in giro con la sua moto alla velocità che meglio crede, come segnalava Tizia Sinistra qualche giorno fa nei commenti, riportando i test di velocità sui veicoli nel pieno centro di Roma (fatti privatamente dai gruppi di ciclisti romani, mica dai Vigili Urbani, non sia mai!).

Come a dire che ad un pazzo che con un'arma da fuoco improvvisamente uccide un passante ignaro, neanche ci si periti di togliergli l'arma in questione, di impedirgli, per il resto dei suoi miseri giorni, di girare armato.

Mio suocero voleva vivere, e ne aveva tutti i diritti, come avevamo tutti i diritti noi di non perderlo, in maniera improvvisa e violenta e per mano di un altro, come invece è stato. Mio figlio aveva diritto di non subire questo violento trauma, e aveva diritto di crescere con il suo unico nonno al fianco. Ora, da quello che intuisco (pur non avendo certezze), la prescrizione di questo omicidio è dietro l'angolo. Questo signore, come chiunque di noi, peraltro, potrà, per paradosso, ferocemente "giocare" a far centro con i pedoni come fossero birilli del bowling? Proprio come quel famoso (famigerato) videogame di cui tutti si scandalizzarono a suo tempo, Carmageddon, si chiamava. Era un "gioco", appunto, che consisteva nell'abbattere più pedoni possibile, nel provocare enormi incidenti stradali... Ironicamente, per tutti gli appassionati, questo "gioco" potrebbe essere diventato realtà: chissà, magari potrai ammazzare "pupazzi umani" travolgendoli per strada come bambole di pezza e non fare un giorno di galera, né sporcarti la fedina penale, basta che paghi un avvocato e aspetti che passino 6 miseri anni per il compimento dei tre gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento, poi, puf! Prescrizione! Il processo è finito, vai in pace, riprendi la tua moto e ricomincia pure ad ammazzare pedoni (e ciclisti) sulle strade...

Io spero solo che sia un brutto incubo, che non sarà così. Non può essere che l'Italia sia giunta a questo pazzesco capovolgimento logico-razionale: gli imputati vanno tutelati, protetti, coccolati, e le vittime massacrate, vilipese, sbeffeggiate.

Tutto perché un anziano signore che si trova ad avere svariati e gravi problemi con la giustizia (lui dice "con i magistrati", noi siamo convinti che siano con la Giustizia), non vuole, pervicacemente, risponderne.

Lui, e la coorte di pregiudicati, inquisiti, indagati (bipartisan, per carità, mica da una parte sola...) che detengono il potere in questo sempre più lurido e delinquenziale Paese, dai politici alle lobbies alle variegate forme di criminalità che con i poteri si intersecano.

A volte mi chiedo se sia possibile alzare le mani ed "arrendersi" dall'essere italiani.

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Agente del Caos  - Il trucchetto ed il compromesso   |2010-01-23 13:02:47
Cara Pippi
L'Italia è proprio un paese di trucchetti e compromessi, la nuova legge è il trionfo dell'inciucio. Ho anche scoperto che proprio "Carmageddon" che tu citi può essere un pieno esempio dell'ipocrisia. Il Parlamento lo condannò consentendo però in seguito la diffusione di una versione dove invece dei pedoni vivi c'erano quelli morti (zombie) ed il sangue passava da rosso a verde, in seguito fu distribuita una patch gratis in rete per riportare il sangue al colore rosso. Insomma la certezza della pena non c'è stata manco per il gioco, anzi è diventato una metafora di quello che scrivi, nel gioco il pedone da vivo è diventato zombi, ed è stato rilegalizzato, quindi a quel punto non era più così immorale giocare ad investire gente ? Viviamo in un paese dove si cambiano le apparenze ma non i contenuti, dove l'etica e la morale sono solo di facciata, una volta risolta la facciata e fatta bella figura poco importa dove sia la verità. Spero che come te anche qualcun'altro si renda conto dei diritti delle supposte vittime degli imputati, spero che non troveranno una soluzione di facciata, una balla alla Gasparri (ne ha dette di clamorose ad Anno Zero) per salvare la faccia in quei cinque minuti di diretta tv.
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