M.C. Escher "Encounter" 1944, litografia.

I riferimenti simbolici della litografia di Escher, "Encounter" (1944) ci riguardano come popolo (o quel che ne resta), come sinistra, come diversità che si separano e si ricongiungono in una sorta di incessante danza rituale che replica all'infinito la separazione e la ricongiunzione dei complementari come parti della stessa "unità". E in tale movimento danzante si intuisce una "crescita evolutiva"...
Più a lungo si guarda un'opera di Escher, più si colgono sottili "sorprese", non percepibili ad uno sguardo superficiale. La Vostra partecipazione attiva è indispensabile...


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"Avatar" della WETA e (forse) di James Cameron (2009) PDF Stampa E-mail
Scritto da Agente del Caos   
Martedì 26 Gennaio 2010 11:44

Manifesto del filmBasta aver partecipato ad uno screening in 3D del film "Avatar" per sapere che da oggi in poi l'industria del Cinema e dell'intrattenimento dovrà fare i conti conla tecnologiausata dal film, prima di tentare un qualsiasi altro progetto di cassetta.

Ma bisogna avere un pochino più di esperienza, e magari essere più vicini al settore, per sapere che la vera regia del film non è quella di James Cameron, ma di una società che ha sede a Wellington, in Nuova Zelanda, che vanta 25 italiani fra i dipendenti, e che ha conquistato il mondo nel 2001, curando integralmente gli effetti speciali della trilogia del "Signore degli anelli" di Peter Jackson.

La Weta non ha solamente curato gli effetti di Avatar, ma è anche la società che si nasconde dietro gli ambiziosi Amabili resti di Peter Jackson, i due capitoli del futuro Hobbit di Guillermo Del Toro, e la trilogia di Tin Tin di Spielberg e Jackson.

La società neozelandese ha sostanzialmente in mano i film più imponenti dei prossimi 4 anni, e promette di decentrare violentemente l'industria cinematografica americana. Un'equipe di professionisti scelti in tutto il mondo, divisi per settori ed incarichi, compongono una piccola società che oggi ha in mano le sorti estetiche di alcune fra le più importanti produzioni cinematografiche del decennio, e tutto sotto l'egida paterna del regista neozelandese Peter Jackson, letteralmente passato dalle stalle creative del cinema horror indipendente, alle stelle dei giganti dell'industria del cinema.

Non ci sono che belle parole per descrivere l'ottimo lavoro degli ingegneri della Weta e del reparto grafico e creativo che ha realizzato un cartone animato mascherato da film dall'incredibile forza visiva. La tecnologia del cinema stereoscopico, o meglio del 3D, ha origine negli anni '20 con lo sviluppo dell'anaglifo. Negli anni '50 il sistema venne perfezionato e si diffusero iclassici occhialini a due colori, poi, con lo sfruttamento della tecnica della luce polarizzata e l'ausiliodi occhialia cristalli liquidi,la tecnologia ha raggiunto un livello così stimolante da poter rappresentare una vera rinascita per l'industria del cinema.

Ben altre parole vanno rivolte invece a tutto il resto, ovvero alla storia qualunquista scritta da James Cameron che rubacchia dai vecchi film di indiani e cowboys, evocando, peggio di uno spot, il danno perpetrato dall'umanità alla foresta amazzonica. Cameron punta sulla classica associazione fra multinazionali, abuso dello sfruttamento, industria delle armi ed esercito colonialista,per definire dei concetti che ormai anche un bambinoha assimilato e che aveva già chiaramente esposto in quasi tutti i suoi film precedenti. Lo script funziona solo quando è necessario far piangere lo spettatore con una precisione svizzera, fruttodi unaconoscenza dei meccanismi narrativi più che di una risorsa poetica.

Un filmdove non si ride mai, anche perchè la sceneggiatura non ha il benchè minimo spiraglio di ironia e si prende tragicamente sul serio il messaggio striminzito ebanalecon unfinale tanto scontato quanto illusorio e lontano dall'umana realtà.La regia di Cameron, infine, è inesistente, ma in questo caso non per incapacità del regista, ma per necessità dei mezzi, dato che il film è in maggioranza disegnato daitecnici della Weta.

Daniele Clementi

Commenti
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Pippijhoover   |2010-01-26 18:46:24
Un vestito nuovo e sfavillante per una storia vecchia... Forse, se alla regia ci fosse stata la ex moglie avremmo avuto qualche "stratificazione" di lettura in più...
Groddeck   |2010-02-06 20:42:19
Io non l'ho visto e credo che non andrò a vederlo: mi piace troppo la fantascienza.
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