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| Vendola ce l’ha fatta. D’Alema no. |
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| Scritto da Pippijhoover | ||||||||
| Martedì 26 Gennaio 2010 17:17 | ||||||||
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Anche perché, alla resa dei conti, l'iscrizione del governatore uscente della Puglia nel registro degli indagati, stando ai contenuti riportati dai giornali, sembra proprio una tempesta in un bicchier d'acqua dietro la quale si profila la lunga ombra di D'Alema, che sin dall'inizio ha lavorato contro la seconda candidatura di Vendola alla presidenza della Regione. E' curioso rilevare, come l'obiettivo dichiarato di D'Alema e di larga parte della dirigenza Pd, fosse quello di allargare le alleanze all'Udc, che non avrebbe mai sostenuto una candidatura "con l'orecchino", di estrema sinistra. Quando invece, più voci, neanche tanto cospiratorie, parlano di "vendetta" dalemiana per il "taglio delle teste" dei due assessori regionali Tedesco e Frisullo (entrambi Pd ed entrambi dalemiani) a seguito degli avvisi di garanzia ricevuti dalla magistratura pugliese, riguardo allo scandalo sulla sanità in Puglia. Sia come sia, la vittoria schiacciante di Vendola alle primarie svoltesi ieri in Puglia ha, ancora una volta, ribadito lo scollamento dell'elettorato Pd (e di sinistra) dalle logiche e strategie dei dirigenti del medesimo partito. E ha dato un chiaro segnale riguardo alle politiche che l'elettorato sostiene: dalla battaglia vendo liana contro la privatizzazione dell'acqua, che ha raccolto, per la prima volta, anche il sostegno esplicito di Grillo e del suo movimento, a fronte delle allarmanti dichiarazioni di Boccia, che sostenne la privatizzazione dell'acquedotto pugliese sin dalle primarie (perse anche quelle) del 2005. E proprio sulla privatizzazione dell'acquedotto spuntano i reali "altarini" che portavano alla possibile alleanza con l'Udc. Si, perché uno dei privati maggiormente interessati a mettere le mani sull'acquedotto è proprio Caltagirone, legato a doppio filo con "Pierfurby" (copyright Dagospia) Casini. Altro chiaro segnale, che a me personalmente sembra proprio di leggere in questo voto plebiscitario delle primarie pugliesi è proprio il "no" all'alleanza con l'Udc e alla politica del compromesso. Sarà un caso che la sentenza di appello piombata addosso a Cuffaro, che aggrava la sua posizione rispetto alla sentenza di primo grado (dal favoreggiamento a singoli mafiosi la Corte d'Appello di Palermo riconosce il favoreggiamento a Cosa Nostra, e pende sulla testa di Cuffaro, il 5 febbraio prossimo, l'udienza preliminare per la "nuova" imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa), proprio in questi giorni faccia sentire l'enorme peso di un'alleanza (fortemente voluta dai vertici del Pd) con l'Udc di Casini, e, appunto, Cuffaro? Ma no, ma no, ancora ieri, Bersani dichiarava: "Non rinunciamo ad allargare la coalizione all'Udc". E bravi, continuate pervicacemente a rifiutarvi di prendere atto di ciò che esprime il vostro elettorato ogni sacrosanta volta che lo consultate con le primarie! E per ogni "Delbono" in odor di scandalo che si dimette, c'è comunque un Cuffaro che resta, nonostante la gravità delle accuse e nonostante ormai ben due gradi processuali lo riconoscano colpevole, mentre Delbono potrebbe (noi non lo sappiamo) dimostrare ancora la sua innocenza davanti ai magistrati. Cuffaro resta senatore e membro della vigilanza Rai, senza che il suo partito gli faccia minimamente pesare la sua permanenza in Parlamento. E poi c'è un tale che portava carrettate di disponibili fanciulle in giro sui voli di Stato o candidate in varie liste non si sa bene in cambio di cosa, che non ha mai neanche pensato di rendere il proprio mandato, pur travolto da uno scandalo che ha ampiamente travalicato gli italici confini... A margine, poi, pur in clima di festeggiamenti, voglio ricordare un'altra critica forte espressa in passato a Vendola, sulla quale voglio per un momento soffermarmi. Non ho dimenticato, né perdonato a Vendola la scissione da Rifondazione, l'ennesima scissione a sinistra, che ha portato alla sparizione, anche, dall'Europarlamento della sinistra tutta. Ora, anche Vendola dovrebbe soffermarsi a riflettere sul fatto che il suo avversario interno Paolo Ferrero, con il Pdci di Diliberto e Socialismo 2000 di Salvi lo hanno sostenuto in Puglia sin dal primo momento, senza balletti e senza tentennamenti. Proprio a tale proposito, qui il link alla "Lettera aperta" di Ferrero a Vendola.
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A suo tempo, l'estate scorsa, criticammo la reazione di Vendola, in tutto e per tutto sovrapponibile alle litanie berlusconiane sulle persecuzioni giudiziarie, all'arrivo dei primi avvisi di garanzia, da parte della magistratura, per lo scandalo sanità. Non ci rimangiamo certo quelle critiche, ma, alla resa dei conti, nonostante i veleni sparsi a piene mani, anche durante la campagna delle primarie (fortemente volute da Vendola e subite dal Pd, nonostante fosse proprio il Pd a prevederle nel suo statuto, 

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