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Scritto da Agente del Caos
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Lunedì 01 Febbraio 2010 08:29 |
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La scrittrice e regista Emma Dante racconta, in un atto unico, le gioie ed i tormenti (soprattutto questi ultimi) di quattro travestiti ed un trans in unaPalermo onirica e musicale.
Uno spettacolo sulla diversità e sull'oppressione moralista e cattolica della società italiana, che obbliga lo spettatore a riflettere sulla condizione umana di chi viene emarginato per moralismo ma usato e "consumato" per interesse sessuale.
Tre fate e cinque "pulle" ("puttane " in palermitano) raccontano, fra gestualità, recitazione, musica ecolore la storia di quattro travestiti ed una trans che vivono di sogni, di desiderio di affermazione, di disperazione ed emarginazione sociale. Rosy, Sara, Ata, Moira e Stellina accudite da tre protettrici magiche, rivivono i momenti più terribili della loro vita e li ricolorano di speranza e grazia. Si passa dal travestito inseguito e violentato, al travestito anoressico, dal bambino costretto dalla madre a vestirsi da donna per prostituirsi, al transessuale rifiutato dalla sua famiglia, fino al sogno impossibile di un matrimonio cristiano dell'ultimo travestito (che regala il monologo più bello ed intenso dello spettacolo).
Emma Dante usa la figura magica di Mab per creare la fata danzante, la fata cantante e la fata parlante che fanno da coro e supporto dei sogni e dei dolori dei protagonisti della storia, uno spettacolo che unisce la tradizione al teatro sperimentale e che graffia la coscienza dello spettatore obbligandolo a vedere oltre le apparenze e le convenzioni cattoliche e morali.
Daniele Clementi
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