M.C. Escher "Encounter" 1944, litografia.

I riferimenti simbolici della litografia di Escher, "Encounter" (1944) ci riguardano come popolo (o quel che ne resta), come sinistra, come diversità che si separano e si ricongiungono in una sorta di incessante danza rituale che replica all'infinito la separazione e la ricongiunzione dei complementari come parti della stessa "unità". E in tale movimento danzante si intuisce una "crescita evolutiva"...
Più a lungo si guarda un'opera di Escher, più si colgono sottili "sorprese", non percepibili ad uno sguardo superficiale. La Vostra partecipazione attiva è indispensabile...


Avanzi di Popolo

Il crepuscolo della “lotta di classe” e la “questione morale” a fasi alterne: Rc e Idv PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippijhoover   
Giovedì 18 Febbraio 2010 16:49

rifondazioneScopro ieri, con orrore, da Micromega, il nuovo manifesto della campagna di iscrizione di Rifondazione Comunista (per quanto mi ripugni, lo pubblico qui a fianco), e rimango senza parole... Solo io, donna e comunista, lungi dal vederci alcun tipo di "ironia", lo leggo come offensivo nei confronti delle donne? Come giustamente scrive Robecchi nell'articolo linkato: "Perché la sensazione è di vedere ancora una volta (l'ennesima) la rincorsa a un modello dominante che è poi quello seduttivo-berlusconico-televisivo. Non vogliono essere tristi, giusto. Ma cosa c'è di più triste di quei trampoli zoccola-style?".

E' proprio questo il punto, e non la trovo questione da poco... Dalla lotta di classe alla "donna (si, vabbeh! "Escort", o come dice la Littizzetto, pane al pane, mignotta) senza classe", né sociale, né culturale, né niente. Anche i comunisti cadono nella rete del nulla delle donne ridotte ad oggetto ludico ed estetico nelle mani dell'uomo... Quelle stesse donne che, in piazza, in altri anni, ormai lontanissimi, bruciavano i reggiseni, rifiutavano l'oggettualità del proprio corpo e di un abbigliamento imposto dagli uomini, si ponevano come libere di scegliere per se stesse e non in funzione del maschio, ed ora dovrebbero sentirsi rappresentate da uno scomodissimo, ingestibile (e troiesco, l'oggettualità fatta mestiere) tacco a spillo da 15 centimetri? Ci siamo ridotte a clonare, letteralmente, il modello femminile imposto dalle televisioni berlusconiane, il modello del primato dell'apparire sull'essere? No. Io non ci sto. E mi fa rabbrividire ciò che la Rinaldi, responsabile comunicazione di Rc, sostiene nel citato articolo: "Volevamo fare delle inversioni di senso, spiegare con ironia che la classe non è un luogo separato. Le nostre donne sono normali, non sono trinariciute, ingolfate dentro giubbotti punitivi. Quando finiscono di lavorare indossano scarpe eleganti escono e vanno a ballare". L'inversione di senso la vedo solo nell'appiattirsi su schemi e modalità della destra più maschilista. Proprio perché siamo "donne normali" non ci riconosciamo nel modello "bambola di plastica" e ci piacerebbe pensare di poter e dover essere valutate per ciò che siamo e non per ciò che indossiamo, specie se trattasi di puttanesche scarpette rosse, non quelle da ballo di Powell e Pressburger... L'inversione che Rc dovrebbe immediatamente praticare, a mio modesto avviso, è rispetto a questa campagna di iscrizione che non appartiene, in alcun modo ed in alcun senso, alle donne di sinistra, che dovrebbero essere libere di indossare giubbotti e scarponi senza che l'apparire (oggetto di "utilizzatori finali") avesse alcuna rilevanza nelle loro vite... Ma ce lo ricordiamo quando l'obiettivo era l'emancipazione, compagne?

Osservavo, tra l'altro, che questa è quasi l'unica notizia che si trova in giro (che tristezza infinita!) sui media, riguardo alla Federazione della sinistra. Nelle prossime elezioni regionali, dove sono i candidati della Federazione della Sinistra? Con chi sono schierati (se sono schierati) nelle varie regioni? Mistero. Certo è che nel Lazio (vabbeh! Lì era facile) si sostiene la Bonino, in Puglia si sta con Vendola ed in Piemonte, qualche giorno fa, si è sottoscritta l'alleanza con la Bresso (anche con l'Udc). Ancora qualche giorno fa non si trovava un accidente riguardo alle "scelte di campo" alle regionali, oggi, finalmente, troviamo questo articolo Agi... E scopriamo che in Campania, almeno, dopo la debacle in stile real-politik (cielo, come suona cinicamente ed inciucescamente dalemiano!) di Di Pietro su De Luca, si candida direttamente il Segretario di Rc Paolo Ferrero. Per la verità, a pagina 7 del "Fatto" di oggi, scopro ora un piccolo box in cui è Ferrero stesso a scrivere e ad annunciare la propria candidatura in Campania...

Sull'infelice scelta di Di Pietro, che ha lasciato letteralmente "gelati" anche i suoi De Magistris e Sonia Alfano (e che già ora rende meno credibili le sue richieste di dimissioni di Bertolaso), è sufficiente rimandare agli editoriali di Travaglio e Padellaro sul "Fatto Quotidiano" delle ultime settimane, ed ora si aggiunge anche l'allontanamento di Salvatore Borsellino. No. Non basta dire che se non si sostiene De Luca vincono i Casalesi... E' non è molto credibile dire che i capi d'accusa contro De Luca riguardino unicamente una cavalleresca difesa dei lavoratori... Il doppiopesismo di Di Pietro comincia a diventare visibile e non sembra che il suo elettorato lo gradisca. I processi a Vincenzo De Luca sono molto più complicati di quanto non tentino di farci credere, e soprattutto, c'è la strana storia delle intercettazioni che De Luca ha fatto di tutto per far distruggere, nel 2006, fruendo del doppio ruolo di Sindaco e Deputato, e quindi riuscendoci. Bisognerebbe entrare maggiormente nel merito. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo trovato, online, il documento con cui i magistrati chiedevano al Parlamento di utilizzare le intercettazioni di De Luca, senza le quali i capi di imputazione non avevano altro sostegno (e ti credo che poi uno viene assolto...), e poi la relazione della Commissione per le autorizzazioni della Camera e la negazione dell'utilizzo delle stesse... Se queste intercettazioni avessero fatto tanto onore a De Luca (o se, come scrivono i relatori della Giunta, "Le ipotesi di reato a carico di De Luca appaiono inconsistenti..."), perché ha fatto tanto per farle distruggere?

In ultimo, ieri, il solito Travaglio sul Fatto, parla di una condanna in primo grado, sparita dai media: "4 mesi di reclusione e 12 mila euro di ammenda a De Luca e 6 mesi e 16 mila euro a De Biase per aver violato le norme igienico-sanitarie del decreto Ronchi autorizzando lo sversamento di rifiuti (una montagna di 20 mila tonnellate) in un sito di stoccaggio provvisorio e abusivo a Ostaglio, una piazzola a ridosso della Salerno-Reggio Calabria". Di Pietro, come la mettiamo, ora?

Mettiamola come volete, ma qui l'aria che tira è avvilente, tra "tacchi a spillo" e condannati vari, vedo sempre meno rappresentatività a sinistra (ma quale sinistra?). A destra, invece, permane, come sempre, il primato dell'apparire sull'essere, e, vista l'ondata di melma tracimante da ogni dove, metaforica e reale, si pensa bene di mettere mano, finalmente, alla legge sulle intercettazioni. Eh già. Smettiamola di scoprire corrotti e corruttori (basta togliere la "s", e il corrotto non si "scopre", ma si "copre"), eliminiamo il problema alla radice, e l'Italia sembrerà, finalmente, un posto migliore!

Per un'Italia di plastica, finta come i capelli di Berlusconi, ma, in apparenza, migliore...

P.S. A fine articolo, una nota di speranza, dallo spot elettorale di Emma Bonino, girato da Sabina Ambrogi. Commovente. Per tutte le donne e per le nostre battaglie, passate presenti e future. Forza Emma!

Commenti
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Roberta   |2010-02-19 13:39:49
Emma: l'ultima speranza per una parvenza di riscossa per le donne di sinistra e non.
Emma sei tutte noi!
Pippijhoover   |2010-02-19 13:53:40
Ciao Roberta! Che fai? Vieni anche tu a votare Emma con noi alle regionali? Tu sei romana, di nascita... Oppure il voto all'estero vale anche per le regionali? Ne dubito, ahimè... Dall'estero il "papocchio" Italia si vede molto più chiaramente che non attraverso la coltre di balle che raccontano qui in Italia..
Roberta   |2010-02-22 11:21:53
Ciao Pippi.
No non vengo: sto benissimo qua e mi dispiace per voi.
Good luck!
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